Silvia Tranà

Da oltre 25 anni estetista, da 18 anni docente e operatrice nel campo della Dermopigmentazione. Con passione svolgo ogni giorno la mia attività a cui dedico mente e cuore. La mia professione è interdisciplinare poiché coinvolge aspetti e campi differenti. Mi occupo del viso, del corpo e dei capelli e anche dell’aspetto emozionale. Il mio traguardo più grande: la soddisfazione del cliente.

Su di me

Entro nel mondo dell’estetica professionale nel 1995 e nel 2003 frequento l’Accademia Visagistica di Stefano Anselmo. Nel 2004 pratico il mio primo corso di trucco permanente e inizia così l’avventura della dermopigmentazione. Nel 2008 apro un centro estetico insieme a mia sorella Monia: “La Bottega della Bellezza”. Nello stesso anno, la dermopigmentazione del viso diventa il punto centrale della mia attività. Continuo a rimanere informata sul tema fino al 2019, quando decido di aprire la Silvia Tranà Academy, in collaborazione con Clinita.

Per restare sempre aggiornata, frequento Master Internazionali e ogni anno, partecipo ai Campionati di Dermopigmentazione. Negli anni, ho ideato, il metodo Emotional Permanent MakeUp (EPMU) che vede la comunicazione e le emozioni incontrarsi nel mondo della dermopigmentazione.

Le sopracciglia sono marcatori di emozioni e, insieme alle altre parti del viso hanno un ruolo fondamentale nel contribuire alla qualità della vita di un essere umano.

Con il mio lavoro ricostruisco la forma di sopracciglia e labbra, ridefinisco gli occhi con l’eye-liner, utilizzo la tecnica del camouflage per coprire cicatrici o vitiligine. Pratico il dermaneedling per attenuare le smagliature e l’innovativa tecnica della tricopigmentazione su calvizie e alopecia, sia maschile che femminile.

Scelgo prodotti certificati e di altissima qualità che testo e sperimento personalmente. Mi avvalgo di tecniche realistiche che garantiscono un effetto elegante e soprattutto naturale.

La dermopigmentazione è per tutte quelle persone che, guardandosi allo specchio, non si riconoscono più e che credono di aver perso qualcosa che le rendeva uniche e speciali.

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