Le sopracciglia, tra mode e forme del viso
Di Silvia Tranà
Pubblicato 2 Agosto 2019

Dal vintage make-up  del `900 fino alle rivoluzioni sociali degli anni `60, ecco come si evolvono le sopracciglia di quel tempo.

Le sopracciglia sono sempre state influenzate e ispirate dalle icone di stile del teatro e dalle stelle del cinema. La tendenza è costantemente cambiata: dalle linee sottili alla densità naturale. Giocano un ruolo importante per la bellezza delle donne e anche degli uomini, ne accrescono lo charme. Alcune tendenze nascono da necessità, altre da sperimentazioni ed è per questo che le evoluzioni continuano. Da sempre esiste una tendenza che suggerisce delle linee guida che vengono poi interpretate e riproposte in un caleidoscopico mondo di personalizzazioni.

Dal 1900 agli anni ‘60

All’inizio del secolo scorso la sopracciglia “trendy” era quella dello stile definito ma naturale. Nel 1910, le sopracciglia venivano scurite o schiarite per contrastare con il colore dei capelli. Passiamo alle Vamp dei ruggenti anni ‘20 con il make-up che prevedeva scuri Smokey Eyes con sfumature sotto l’occhio. Le sopracciglia diventano molto sottili, praticamente ridisegnate. Le sopracciglia vengono allungate nel tratto discendente per conferire languore allo sguardo. Questo tipo di sguardo, , focus delle pellicole silent, è richiesto non solo dal cinema muto ma anche dalla moda del tempo, es: Jean Harlow. Il cinema definisce nuovi standard e la pellicola ortocromatica impone una determinata estetica. In teatro la donna scuriva il sopracciglio per renderlo più presente alla distanza dal pubblico. Durante le riprese cinematografiche si continua a scurirle ma vengono assottiglia le forme per dare più spazio agli occhi che, altrimenti, risulterebbero un unico blocco scuro. Siamo nell’era del Drama Look, che trasmette emozioni sullo schermo e nella vita quotidiana. La donna ha un ruolo sociale tale da essere sottomessa alla figura maschile. Le sopracciglia sottili, distanti e discendenti, favoriscono un’espressione di sottomissione e impotenza. In seguito la pellicola pancromatica riformula i nuovi canoni estetici grazie alla nuova definizione, spingendo i tecnici del make up a creare palette colori più complesse. Lo sguardo superbo degli anni ‘30. Le sopracciglia si alzano e diventano sottilissime. Sono, molto delineate e tondeggianti ancora rivolte all’ingiù, effetto salice piangente. Stavolta l’effetto non è triste ma altero e superbo. Le sopracciglia curve rendono l’espressione del volto vagamente meravigliata, ora la donna non è sottomessa ma ammaliatrice. Il make-up enfatizza le sopracciglia valorizzando l’ampiezza della parte superiore dell’occhio. La piega palpebrale è scurita e viene schiarita la palpebra mobile con spazio sotto l’arcata sopracciliare. In questo periodo nascono le prime vere icone cinematografiche: Greta Garbo, Marlene Dietrich, Joan Crawford, ecc. il cui stile rimarrà eterno. Anni ‘40, cambio di rotta: naturali e tondeggianti, basta sopracciglia depilate e ridisegnate. La moda inizia a cambiare nel 1940, quando il tratto leggero lascia il posto a sopracciglia piene dall’arco arrotondato. Questo decennio vede finalmente sopracciglia naturali, folte e tondeggianti. Il punto focale del viso è senza dubbio la bocca che si veste solo ed esclusivamente di rosso così le sopracciglia non sono più assolute protagoniste ma diventano completamento del viso. Icone assolute della bellezza femminile di questi anni sono Ava Gardner e Rita Hayworth. Lo sguardo è molto più armonioso. Dopo la guerra, ritorna l’immagine di una donna/madre, angelo del focolare. Il riferimento per la forma delle sopracciglia era Grace Kelly, gentile, raffinata e rassicurante. Le nuove geometrie creano un effetto più glamour e suggestivo, il sopracciglio si ispessisce e diventa un po’ più spigoloso evidenziando un nuovo punto d’altezza: la prima comparsa delle sopracciglia ad ali di gabbiano che fa stragi di cuori tra gli uomini.

Anni ‘50 – folte stile Marilyn o stile Audrey. Il must è corto e sexy: il boom delle Pin Up. Le sopracciglia si portano in due modi: ad ala di gabbiano come Marilyn Monr oe, Liz Taylor o Sofia Loren o dritte e spesse come Audrey Hepburn. Audrey è l’unica che riesce a portare sopracciglia così “strong” rimanendo sempre iper femminile. Con la sua eleganza innata contribuì a diffondere la tendenza più “nature”. Appartiene alla categoria del “Gamine Look”. Più andiamo verso la seconda metà degli anni 50 più il sopracciglio assume caratteri bold. Il punto comune di questi due stili è che sono super curate e folte come mai. Sempre più accentuata è la forma ad ala di gabbiano e lo spigolo è molto più evidente. La linea della curvatura alla Marilyn èpiuttosto sensuale. Questa forma sottolinea l’occhio e rende più piccolo il naso. Lo sguardo alato protagonista degli anni ‘50 è accompagnato da nuovi prodotti che rendono il make up degli occhi più definito. Il mascara automatico e l’eyeliner fluido aprono la strada al grafismo. Per lo stile degli anni ’60, sexy e naturale, prendiamo come riferimento le sopracciglia di Sofia Loren. Le estremità esterne sono sollevate e donano allo sguardo un piglio un po’ aggressivo, quasi presuntuoso. Le sopracciglia super strutturata dall’aspetto naturale di Sophia Loren, che rasa l’arco sopraccigliare ridisegnandolo completamente con piccoli tratti, può essere definita l’intuizione del “realistico ricreato”. Il sopracciglio pittorico “falsamente naturale” torna ad assottigliarsi anche se solo leggermente. Sparisce la punta dell’ala di gabbiano e la forma è di nuovo tondeggiante e naturale perfetta sia per i look sexy di Brigitte Bardot e il look androgino e psichedelico di Twiggy. Sono gli anni della minigonna, della femminilità riscoperta. In questo periodo il sopracciglio è sottile, l’angolo è molto stondato la coda viene spostata verso l’alto, il sopracciglio risulta diritto.

 

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