Dermopigmentazione: La sicurezza prima di tutto
Di Silvia Tranà
Pubblicato 5 Giugno 2019

La salute del cliente va tutelata

La professionalità e la deontologia del dermopigmentista passano attraverso un lavoro ben eseguito e prima di tutto attraverso la sicurezza e il rispetto della salute del cliente. Dal momento che vengono utilizzati dei pigmenti e delle sostanze da inserire sotto la pelle il primo pensiero è proprio quello di sincerarsi della sicurezza del loro utilizzo e ancora di più per chi si occupa di produrre e distribuire inchiostri per trucco semipermanente e tatuaggio. I realtà non è sempre così e infatti da qualche mese sono comparsi sul mercato italiano alcuni pigmenti che si sono fatti notare subito per la loro brillantezza e il prezzo molto competitivo. C’è un ma, purtroppo.

Sostanze pericolose

Questi pigmenti sono stati analizzati in un laboratorio autorizzato dal Ministero della Sanità e, purtroppo, è emersa la positività alle ammine aromatiche. Senza dilungarsi sulla tossicità e i rischi cancerogeni relativi a queste sostanze sottolineo solamente la certezza che queste ultime non devono essere presenti negli inchiostri come previsto dalla Risoluzione ResAP(2008)1 sui requisiti e criteri per la valutazione della sicurezza dei tatuaggi e del trucco permanente. Alla base c’è una mancanza di conoscenza delle normative che regolamentano l’attività del tatuatore e della commercializzazione degli inchiostri. Occorre dunque maggiore responsabilità in prima battuta da parte degli operatori che acquistano da qualsiasi azienda, fidandosi di chi dice che i pigmenti sono regolari.

Due danni gravissimi

Chi immette nel mercato questi pigmenti crea due danni molto gravi. Il primo è quello di mettere a rischio la salute dei consumatori finali, dal momento che le ammine aromatiche sono causa di gravi tumori e complicanze, in secondo luogo si va a danneggiare e screditare in generale tutto il settore del PMU, compromettendo così il lavoro di tutte le aziende italiane che producono inchiostri rispettando normative e regole vigenti, grazie all’utilizzo di materie prime di qualità.

Cosa fare per essere più sicuri?

Una buona prassi è quella di non affidarsi ad aziende straniere che non hanno un referente dichiarato in Italia per il semplice motivo che, se il pigmento non è regolare, chi l’ha acquistato diventa automaticamente l’importatore con tutte le responsabilità previste dalla normativa. Quando acquisti un pigmento, soprattutto da shop online, ti invito a chiedere oltre le schede tecniche anche le analisi effettuate da laboratorio italiano autorizzato dal ministero. Le analisi devono attestare che i colori siano conformi alla ResAP quindi devono certificare l’assenza di ammine aromatiche verificando inoltre la presenza di conservanti e altre sostanze tossiche come la formaldeide ecc.   Alla luce di queste considerazione essere sempre formati, informati e aggiornati è un dovere imprescindibile per chi opera nel settore, non si scherza con la salute.

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