Dermopigmentazione sicura anche in estate
Di Davide Galimi
Pubblicato 2 Luglio 2020

Trucco permanente e raggi UV: conoscere le creme solari per una dermopigmentazione sicura anche in estate.

In estate vediamo i nostri studi di dermopigmentazione svuotarsi per poi tornare carichi di lavoro in autunno.
Ma noi dermopigmentiste sappiamo bene che il trucco permanente richiede cure e attenzioni in qualsiasi giorno dell’anno.

Basta avere qualche accortezza in più!
Il miglior alleato in fatto di protezione sono le creme solari che, non solo evitano eritemi e scottature, ma servono anche per prevenire macchie solari, rughe e melanomi.

In commercio sono presenti tantissimi tipi, ma solo una buona conoscenza del prodotto e dei suoi componenti ci permetterà di scegliere e consigliare quello più adatto alle esigenze delle nostre clienti.

Solari primari e solari secondari

Cominciamo da una distinzione fondamentale: come formulazione, i solari si possono suddividere in primari e secondari.
I solari primari sono quelli che in etichetta hanno dichiarata l’attività di protezione nei confronti delle radiazioni UV, quindi la loro funzione primaria è la protezione solare.
I solari secondari invece sono quei cosmetici, come BB cream, fondotinta, primer o creme viso, che vantano un SPF e quindi come effetto secondario ci proteggono anche dalle radiazioni solari.

Che cos’è l’SPF

L’SPF (Sun Protection Factor) è il fattore di protezione solare indicato con un numero che rappresenta il fattore per il quale può essere moltiplicato il tempo di esposizione al sole prima che possano insorgere scottature o danni alla cute. L’SPF quindi determina la capacità della crema solare di difendere la pelle dalle radiazioni, in particolare dai raggi UVB.

I numeri utilizzati sulle etichette per indicare il fattore di protezione vanno da 6 a 50+.
Un SPF 50 lascerebbe passare non più di un 1/50 della radiazione solare ovvero il 2%, fermandone il 98%, mentre un SPF 30 lascerebbe passare non più di un 1/30 (ovvero il 3,3%), fermandone poco meno del 97%.

Da ciò si deduce che l’aumento di protezione da un numero al successivo è trascurabile, soprattutto nella fascia di fattori più elevata.

In ogni caso, nessun prodotto può garantire una protezione totale, tanto che la legge vieta di pubblicizzare solari con diciture come “protezione totale” o “schermo totale”.

Raggi UVA e raggi UVB

I raggi UV sono i raggi ultravioletti.
Sono solo il 5% dell’irraggiamento totale del sole, ma sono molto potenti e possono causare gravi danni alla pelle e al cuoio capelluto.

I raggi ultravioletti si distinguono in UVA e UVB.
I raggi UVB sono le radiazioni che rendono la pelle abbronzata e che raggiungono solo la parte più superficiale della cute, ossia l’epidermide. Hanno un’azione piuttosto aggressiva ed infatti sono le radiazioni che provocano eritemi e scottature.

I raggi UVA non abbronzano e non ustionano, ma hanno una capacità di penetrazione più profonda e raggiungono il derma. Sono i responsabili principali di invecchiamento cutaneo, macchie solari, rossori e bruciori.

Nell’etichetta delle creme solari l’indice SPF si riferisce ai raggi UVB.
Quindi, per essere protetti dalle radiazioni UVA deve essere presente anche il simbolo cerchiato UVA.

Per la protezione dai raggi UVB l’indice SPF quantifica il livello di protezione, così come esiste un rapporto preciso tra SPF e UVA.

In termini di formulazione, infatti, è stato provato che se viene mantenuto un determinato tipo di rapporto, il prodotto è più stabile. Ciò significa che i prodotti solari di qualità garantiscono protezione anche dalle radiazioni UVA, poiché vengono utilizzate tecnologie di formulazione specifiche.

Filtri fisici e filtri chimici

Secondo la normativa europea i filtri solari presenti nelle creme sono “sostanze destinate esclusivamente o prevalentemente a proteggere la pelle da determinate radiazioni UV attraverso l’assorbimento, la riflessione o la diffusione delle radiazioni UV”.

Generalmente vengono suddivisi in due tipologie: filtri chimici e filtri fisici.

I filtri fisici sono costituiti da molecole inorganiche di biossido di titanio e ossido di zinco che riflettono e disperdono la radiazione UV.
In pratica funzionano come un vestito ed, essendo bianchi, hanno la capacità di riflettere i raggio solari.

I filtri chimici, invece, sono molecole che grazie alle loro particolari caratteristiche assorbono la radiazione solare o svolgono uno sbalzo energetico che le mantiene in una certa situazione di stabilità.
Inoltre, proteggono a differenti spettri d’assorbimento e hanno una protezione più specifica rispetto ai filtri fisici che, invece, hanno una protezione ad ampio spettro e una serie di caratteristiche meno gradevoli, come l’effetto bianco e le polveri che si accumulano nei pori e nei solchi della pelle.

In genere, per raggiungere la perfezione e la stabilità del filtro nella formulazione delle creme solari si cerca di combinare filtri chimici e filtri fisici che garantiscono uno spettro d’assorbimento ampio e una protezione di lunga durata.

Come si usa la crema solare

Innanzitutto, è bene acquistare una crema solare di qualità realizzata da aziende serie e certificate. Si tratta di un prodotto delicato, composto da molecole che potrebbero anche scatenare reazioni allergiche.

Poi, è necessario seguire tutte le indicazioni di utilizzo e le avvertenze presenti nella confezione.

Infine, non esagerare!
La crema solare va usata in spiaggia, nelle passeggiate in montagna o nei lavori all’aperto.
Nella vita quotidiana, con trucco, cappelli, in auto o in ufficio non abbiamo grandi necessità di protezione.

Ricordiamo sempre alle nostre clienti che nella dermopigmentazione, così come nel tatuaggio estetico, il lavoro va protetto dal sole in qualsiasi periodo dell’anno, perché molti pigmenti, sebbene siano altamente sicuri e garantiscano la massima stabilità e durata, potrebbero avere delle reazioni con le radiazioni UV.

Durante la fase di guarigione, nei primi 7/10 giorni dopo il trattamento, non si può applicare la crema solare sulla zona trattata.
Il filtro, infatti, può contenere ossido di zinco, che, essendo bianco, può entrare nella pelle e interagire con il pigmento del trucco permanente.

In quei giorni, per proteggere il lavoro, è fondamentale non esporsi al sole ed è necessario riparare il tatuaggio con cappelli, occhiali o restando semplicemente all’ombra.

Ora che abbiamo imparato come funziona la protezione solare, facciamo capire alle nostre clienti che la dermopigmentazione può essere eseguita in tutta sicurezza anche in estate!

Infine, il mio consiglio di sempre:
Non smettete mai di conoscere!
Siate sempre curiose, informate e consapevoli!

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